sabato 30 maggio 2015

Colle delle Finestre

Il Colle delle Finestre quando passa il Giro d’Italia è l’apoteosi dello spettacolo della lotta tra l’uomo e la natura.
Tutte e tre le volte che questo è avvenuto nella storia del ciclismo io ho avuto la fortuna di esserci sempre, nel 2005, nel 2011 ed ora, nel 2015.
Mio figlio, che è nato nel 2000, la prima volta era obbiettivamente troppo piccolo per andare su quel gigante, ma 6 anni dopo ha scalato con me e altri amici i 19 km con 1600 m di dislivello del colle rimanendone segnatamente impressionato.
Devo ringraziare lui questa volta che, a dispetto delle previsioni meteo non favorevoli che mi vedevano riluttante, ha voluto tentare ancora la scalata al colle per essere presente all’evento, rischiando i temporali in alta quota.


Per fortuna ci è andata bene, i temporali non sono arrivati e, al di la di una leggera pioggerellina gelata tipo nevischio solo nel finale, tutto è andato liscio. Certamente il freddo era intenso ma avevamo riempito a dovere gli zaini di panni invernali per resistere.
Alle 9:24 con le nostre mountain bike attaccavamo la salita, io, Biagio e Ivan Ciocca. Ci siamo immessi nella processione di migliaia e migliaia di cicloamatori che, con un flusso inarrestabile che è durato tutto il giorno, cercavano di raggiungere il colle. Con l’allenamento delle gare del Master nelle gambe, Biagio e Ivan hanno allungato quasi subito e sono arrivati in cima alle 12:00 circa, un buon tempo.
Io invece ho incontrato Gianni Riconda con suo figlio Stefano, anche loro in mtb, e abbiamo fatto insieme quasi tutti i primi 11 km di asfalto a ritmo cicloturistico. E’ stato piacevole salire chiacchierando con i Riconda, le chiacchiere mitigavano la fatica e le soste ai tornanti ci permettevano di riconoscere nella moltitudine di ciclisti, qualche amico del Master da salutare.
Il Colle delle Finestre quando passa il Giro d’Italia è anche un momento di coesione, di incontri e di ritrovi con nuovi e vecchi amici. Quando sali al Colle delle Finestre quando passa il Giro d’Italia non sei mai solo.
Poco prima dell’inizio del tratto sterrato ho salutato i Riconda e ho leggermente accelerato l’andatura. Pur sostando a mangiare 2 panini, di cui uno con la salamella alla famosa curva del Formaggio (che ora diventerà la curva della Salamella), sono arrivato in vetta alle 13:20, un tempo da pensionato.
In cima era già un grande casino, il Colle delle Finestre quando passa il Giro d’Italia è un bordello indescrivibile. Da sotto lo guardi con timore mentre ti avvicini durante gli ultimi km. Lui è li che ti guarda severo, sembra vicino ma non lo raggiungi mai. Poi quando sei in cima fai fatica a muoverti tra la folla che è ovunque. Tra il vociare della gente, tra la fatica che hai accumulato nella salita, mettici anche che ti sai alzato alle 5:30 del mattino, sei completamente rimbambito.

Ma non c’è tempo, la tensione sale, arrivano gli elicotteri, uno, due, quattro elicotteri, migliaia di persone sulla montagna si ammutoliscono improvvisamente, sulla strada polverosa che fino a pochi istanti prima era gremita di folla si libera un’unica traccia centrale tra due cordoni chilometrici di persone in attesa.
Comincia a squillare il mio cellulare, mia moglie e Marco Fortis si alternano a mandarmi notizie concitate da radio corsa su posizioni e distacchi.

La polvere dello sterrato si alza giù nella valle e si avvicina. Arrivano !
Il Colle delle Finestre quando passa il Giro d’Italia è un momento magico, esaltante ma al tempo stesso di crudele fatica, nudo e crudo, rivolta come un guanto le tue sensazioni, le tue perplessità, i tuoi dubbi su questo sport, ti presenta un quadro chiaro del rapporto tra la montagna e la bicicletta, ti fa capire quello che non hai capito fino a quel momento del ciclismo. E’ tutto li, davanti a te, in questo immenso teatro naturale si svolge nitido il dramma e al tempo stesso l’esaltazione dello sport, non solo del ciclismo, ma di tutto lo sport dove la fatica è la componente principale.
Un’ora secca, è il tempo che ci messo Mikel Landa, il primo ad arrivare al GPM, a fare la salita.
Il Colle delle Finestre quando passa il Giro d’Italia ti presenta anche questo conto, ti fa capire quanto le tue forze sono piccole se paragonate a questi “mostri”, ma anche quanto sono piccoli loro, i “mostri”, se paragonati alla montagna che a 360 gradi incombe su tutti noi.
Se tuo figlio ti chiede cos’è il ciclismo, non dire nulla, non rispondere con inutili parole, portalo al Colle delle Finestre quando passa il Giro d’Italia, capirà tutto.