sabato 5 maggio 2018

OMEGNA - SUPERGA

Ha piovuto nella notte, il cielo è ancora minaccioso alla mattina, guardiamo internet, siti contrastanti scoraggiano l'avventura, però ... forse c'è un varco.
Andiamo ugualmente, non piove ma la strada è bagnata fino a Santhià, dove ci fermiamo al bar centrale, lo stesso di tanti pomeriggi invernali di ritorno dal ciclocross.
L'itinerario per Santhià è sempre la stessa bellissima diagonale che taglia la pianura piemontese da nord est a sud ovest: Borgomanero, Gattinara, Rovasenda, Buronzo, Carisio. L'ho fatto mille volte in auto e anche in bici e mi riempie sempre di soddisfazione.
La baraggia biellese con le sue risaie, il binario triste e solitario che passa da questi paesi, poco traffico e relax gratuito a differenza dell'autostrada che fino a Santhià ti spilla più di 12 euro da Gravellona.
Biagio ha ancora una bella gamba, malgrado il poco allenamento a causa dello studio, tira quasi sempre lui.
A Chivasso esplode un sole ed una calura tremenda, ci fermiamo alla LIDL affamati a comprare del pane e da bere.
Foto di rito davanti al cartello stradale di Torino da mandare agli amici.
La salita a Superga dal quartiere Sassi è veramente dura, sopratutto se arrivi da Omegna.
In cima il conta km segna 140, niente male come allenamento, in sei ore giuste comprese le pause abbiamo fatto l'impresa della stagione.
Le nostre Colnago sono molto sporche a causa dei tanti km su strada bagnata, ma sono belle anche così.
Abbiamo fatto bene a partire stamattina, alla fine è uscita una mega giornata, stupenda !
La carbonara alla trattoria al colle sotto la basilica è formidabile e poi giù in picchiata a Porta Nuova a prendere il treno.
Sulla lapide del grande Toro, dopo l'elenco dei calciatori e dei giornalisti c'è scritto un nome: Celeste d'Inca, era un tecnico dell'equipaggio, lo zio Piero lo conosceva bene.