venerdì 17 dicembre 2010

GEO

Ricordo le sue frasi mitiche:

-          Parlando di Marco: “…a tsè, cul lì al fa un’intervista e al cambia la bicicletta…” (trad. “…sai, quello fa un’intervista e cambia la bici…”).
-          Parlando di un nuovo ciclocomputer che Renato stava installando su una bici: “…poi a cà a tal tacat a taca al computer e tsè mia cusa vegn fora…” (trad. “…poi a casa lo attacchi al computer e non immagini cosa esce…”).
-          Guardando i fianchi di Roberta: “…e si, c’è da lavorare…”.
-          Ritirando una bici usata in permuta da un cliente: “…custa chi la infili giù in cantina e poi la regali ad un cuai maruchin chel pasa da chi e chel cerca una bici par nà laurà…” (trad. ”…questa la metto in cantina e poi la regalo a qualche extra comunitario che cerca una bici per andare a lavorare”).

Sempre sorridente, come quando ci faceva toccare il buco che aveva in testa causato da una caduta scendendo dal passo della Colma.
Sempre disponibile, come quando mi fece andare a fare una visita medica privata a Milano da un suo amico primario luminare completamente gratuita.
Oppure quando voleva portarmi a casa con il suo furgone dopo la Ghemme-Alagna.
Oppure quando ha riparato gratuitamente la bici al nostro socio Sergio che in quel momento non aveva con se soldi in tasca e doveva tornare a casa.
Oppure quando mi ha sostituito gratuitamente il telaio della mia estreme nuova perché era sbagliata la misura.
Lo vidi ancora a Piacenza alla Gran Fondo Colnago, faceva il percorso corto perché voleva farlo a tutta come una veloce e fare classifica. Fu una delle ultime volte che lo vidi.

* * *

Eravamo in tanti al Santuario della Bocciola quel pomeriggio freddo e uggioso, il prete nell’omelia disse: “…quante volte Geo ha tenuto in mano la vostra bicicletta ?…”.

“Non ce l’ha fatta …” incominciava così l’annuncio di cronaca su www.novara.com.
Ma io non voglio raccontare come è morto, ho preferito raccontare piccoli aneddoti di come è vissuto.

Geo, ciclista in Borgomanero.